Studi da 1 a 2
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PER342
La tragica fine di Giuda Iscariota
Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.
Matteo 27.3-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora Giuda, che l’avea tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi sacerdoti ed agli anziani,dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che c’importa?Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio, s’allontanò e andò ad impiccarsi.Ma i capi sacerdoti, presi quei sicli, dissero: Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché son prezzo di sangue.E tenuto consiglio, comprarono con quel danaro il campo del vasaio da servir di sepoltura ai forestieri.Perciò quel campo, fino al dì d’oggi, è stato chiamato: Campo di sangue.Allora s’adempì quel che fu detto dal profeta Geremia: E presero i trenta sicli d’argento, prezzo di colui ch’era stato messo a prezzo, messo a prezzo dai figliuoli d’Israele;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER363
La visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato
Episodio esclusivo di Matteo, questa pericope racconta la visita dei rappresentanti del Sinedrio a Pilato il sabato mattina per ottenere una guardia alla tomba di Gesù. Temendo una voce di risurrezione, fanno sigillare il sepolcro. Pilato, pragmatico, cede alla loro richiesta. Questo episodio rivela le tensioni tra il potere religioso ebraico e l'autorità romana, e prepara direttamente il racconto della risurrezione.
Giovanni 19.31-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via.I soldati dunque vennero e fiaccarono le gambe al primo, e poi anche all’altro che era crocifisso con lui;ma venuti a Gesù, come lo videro già morto, non gli fiaccarono le gambe,ma uno de’ soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua.E colui che l’ha veduto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è verace; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate.Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: Niun osso d’esso sarà fiaccato.E anche un’altra Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de’ Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù.E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei.Or nel luogo dov’egli fu crocifisso c’era un orto; e in quell’orto un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato posto.Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org